(segnaposto. ora sono troppo stanco)
un altro no. non vado. sono stato sveglio fino ad ora, ho deciso di non andare domani. cioè oggi
ho fatto l'amore quattro volte in tre giorni con due donne. ma non mi sono sentito una sola volta in colpa
in un certo senso, è una rivoluzione. per me. non sentirmi in colpa, intendo
.
Strana coincidenza.
Mentre ero seduto, in attesa che cominciasse la giostra, ricevo la telefonata di m* dal postolontano.
"Non posso parlare ora, ti richiamo più tardi appena finisco".
Che la cosa, poi, non sia andata come speravo, ha poca importanza.
Mi fa paura, una paura indefinibile, l'aria ottusa di quest'uomo. La maniera con cui ti guarda, con gli occhi sgranati e la bocca leggermente aperta, e non capisce. Non sono riuscito a proferire parola. E' caduto il gelo su di me, sono dovuto andare via. Oggi è andata così.
Tornato a casa, ho passato il pomeriggio a elaborare. Senza darmi troppo addosso. La mia forza deve essere guardare avanti e insistere, continuare a guardare avanti e continuare a insistere.
Ho spento tutto e mi sono chiuso in un delicato silenzio, balsamo per la mia ansia.
In fondo, c'è soltanto una settimana.
Di sera, quando ero già a letto, m* ha richiamato, ed ha cominciato a raccontarmi.
Siamo stati parecchio tempo al telefono, io a fare intelligenti paragoni tra la sua e la mia paura (disagio, ansia, voglia di stare bene), lei ad ascoltare. Io a spiegarle quello che è stato insegnato a me, che bisogna continuare a insistere, e bisogna usare ognuno di questi avvenimenti come un modo per saperne di più.
Mi sono sentito molto vicino a quell'altro tipo di lavoro, tutt'altro che fuori posto.
Quasi dimenticavo. Sono catastrofico. E Catastrofico + CandyCandy = Normale ... dicono.
.
Ho passato tutto il pomeriggio a pensare, dopo la sseduta.
Quello a cui sto lentamente (e faticosamente) arrivando, è la possibilità di scegliere.
Conoscere. Capire. Valutare. Sostituire la scelta al meccanismo automatico. "Chiamiamo le cose con il loro nome... la compulsione".
Poi, magari, non cambia molto. Ma è un traguardo importante, per me.
Scegliere di andare fino in fondo e chiudere questo lungo capitolo. Scegliere di stare solo.
.
.